Dora Bruder di Patrick Modiano

premio Nobel per la letteratura 2014

Un libro di una tristezza infinita.  Lo spunto è cercare di ricostruire la fuga, durata una settimana, di una ragazza ebrea, Dora Bruber, nel Dicembre del 1941, abitante a Parigi. Dalla ricerca accurata basata su laconiche denunce veniamo a conoscenza di tutte le nefandezze compiute contro gli ebrei dalla gendarmeria tedesca e purtroppo francese.

Tutto è ricostruito senza partecipazione ma con la freddezza dei documenti. Non sapremo mai dove la ragazza, finita poi ad Auschwitz, abbia passato i giorni della sua breve fuga.

Consolazione per una lettrice italiana: non furono solo i collaboratori fascisti a macchiarsi dei delitti in favore della "razzia" ma anche i francesi del governo di Vichy

Ugo Guanda Editore – pag.136

a cura di Matilde Lenotti

Il cardellino-Tartt Donna- Rizzoli (collana stranieri)

E’un romanzo di formazione e di thriller, che racconta la storia di Theo Deker, adolescente di New York, la cui vita  viene sconvolta dalla morte della madre in un attentato al Metropolitan Museum.
Theo ha una sola consolazione,un piccolo quadro del Seicento chiamato ‘Il cardellino’ (del pittore olandese Carel Fabritius), che  ha trafugato il giorno dell’esplosione al museo.
Con il "suo Cardellino",una sorta di segreto talismano,Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora e il cui titolare è per lui figura davvero significativa.
Il dolore non sembra mai abbandonarlo, nonostante alcol, psicofarmaci e droghe.Nonostante le amicizie e l’inserimento nella famiglia di un compagno di studi  prima e nella nuova famiglia del padre poi. Le cose si complicano anche a causa di un pericoloso coinvolgimento in una questione internazionale di ladri d’arte.
Novecento pagine in cui i luoghi,gli avvenimenti,le persone, i ricordi,le cose sono descritti con cura quasi meticolosa.
L’autrice americana Donna Tartt si è aggiudicata il Premio Pulitzer 2014 per la narrativa, grazie a questo romanzo  per il quale ha lavorato dieci anni.

Un libro coinvolgente, ma da leggere "con pazienza" per essere arricchiti

La segnalazione è di Giovanna Alberti

“Acciaio di S. Avallone – Rizzoli editore

E’ un periodo in cui le scrittrici ci tengono a far vedere che in storie di sesso non sono inibite e possono stare alla pari degli scrittori (maschi).

Se questo è un certame la Vallone lo ha vinto. 

Ma il valore del romanzo non sta qui.

E’ la descrizione drammatica e talvolta lirica della lavorazione del ferro nelle acciaierie di Piombino.  Una Piombino sconosciuta ai villeggianti e turisti della Versilia, di Follonica, di Torre Mozza e della parte antica e storica di Piombino stessa. Protagonista è la città operaia con i suoi casermoni anonimi prospicienti strade che si chiamano Stalingrado o della Resistenza. C’è il sogno di raggiungere l’Elba (Ilva) che si ammira in lontananza,provocatrice con la sua vita serena e da villeggianti.

Il richiamo dell’Elba è come ne "Il giardino dei ciliegi" "Mosca!" C’è la soria dei giovani operai che rischiano la vita tutti i giorni con il lavoro negli alti forni e quale filo conduttore dei vari tragici episodi c’è l’amicizia di Anna e Francesca, che incontriamo quasi bambine fino al fiorire della gioventù, dai destini diversi ma che resteranno sempre amiche.

Il romanzo fu finalista al Premio Strega .

ed. Rizzoli – Vintage – pagg. 360 

a cura di Matilde Lenotti

“Donne della grande guerra” – Autori Vari

"Non si può pensare la guerra senza le donne"
Tutto il libro, introdotto da Dacia Maraini, è una storia edificante e commovente della presenza delle donne che risaltano per la loro costanza, abnegazione e intelligenza.
Un capitolo è dedicato alle crocerossine (Il bianco esercito) dove è narrata la loro epopea tra realtà durissime (ne parla Elena Doni).
"Le portatrici carniche " è il racconto che mi ha sconvolto e commosso le donne dovevano portare nelle gerle armi, viveri, indumenti, a volte sprofondando nella neve ed esposte al fuoco nemico, da Timau (Udine) al fronte e, avendo le mani libere,lavoravano a maglia per far calze (Francesca Lancini).
Cristiana di San Marzano fa uno splendido ritratto di Elena di 
Savoia, pronta a trasformare sale del Quirinale in ospedale da campo,a smettere gli abiti regali per quelle di crocerossina. Tutta la sua vita è esemplare: da sola potrebbe riscattare l’immagine dei Savoia.
E poi ancora la biografia di donne socialiste e pacifiste che lottarono per scongiurare la guerra, rischiando la prigione.Particolarmente mi ha commosso la storia di Fanny del Ry, una maestra che attiva nella scuola idee rivoluzionarie, paragonabili alle idee innovatrici e discusse degli anni ’60.Purtroppo tutto quanto hanno fatto per l’indipendenza delle donne, come la parità degli uomini nel lavoro e la richiesta del voto verranno annullate dall’intervento del fascismo.
E’ un libro da meditare, da discutere, da rileggere, da 
raccontare e da ringraziare chi ve lo regalerà.
ed. Il Mulino pagg. 242
 a cura di Matilde Lenotti

“Addio a Roma” di S. Petrignani

Roma,dagli anni 50 agli anni 70.

Per chi c’era (e ormai siamo pochi) è un ripasso della vita di allora, è incontrare vecchi amici conosciuti attraverso le loro opere, romanzi, pitture, films, riviste, mostre; per chi è venuto dopo è come aprire un libro di storia le cui pagine si animino un po’ alla volta, mostrando personaggi del calibro di Calvino, Moravia, Morante, Fellini, Pasolini, Kandiski, Guttuso, Ginzburg, Montale…

E’ un caleidoscopio di personaggi, di storie, di amori, di incontri che l’autrice, ricercatrice puntigliosa e affidabile, fa rivivere in quella che fu la dolce vita di Roma capitale degli artisti e degli scrittori.

pagg. 348 – ed. Neri Pozza – Bloom

la segnalazione è di Matilde Lenotti

“Marguerite” di S.Petrignani

Questo libro, che è il romanzo di Marguerite Duras, ha un grande pregio: invita a leggere gli altri romanzi scritti dall’autrice, Sandra Petrignani e a rileggere i rimanzi della Duras.

Il romanzo ha uno stile particolare che mi ha affascinato: racconta le cose come fossero già successe e invece è una proiezione nel futuro e ciò ti costringe ad una lettura attenta, consapevole.

Durante la lettura, grazie alla poliedrica Margot, incontri personaggi come Sartre. Jacques Tati, Mitterand, Vittorini e Gérad Depardieu, Jeanne Moreau, Lucia Bosè; c’è l’incontro con i periodi storici del novecento come la guerra, lo sterminio degli ebrei e quello degli algerini, la resistenza, il ’68 e ancora la storia di certi films (cito fra tutti "Hiroshima mom amour") perchè Margot fu anche regista e sceneggiatrice.

Amata, desiderata, sarà colpita dal "male di vivere", sintetizzerà i suoi molteplici e spregiudicati amori con "nessun amore vale l’amore" e per quanto riguarda la sua opera "Scrivere non insegna altro che scrivere".

Leggetela!

Neri Pozza editore – pagg.212

la segnalazione è di Matilde Lenotti

“Io sono Malala” di Malala Yousafzai con Christina Lamb

E’ la lunga storia particolareggiata della fanciulla che il 9 ottobre 2012 venne colpita in pieno volto da un gruppo di talebani.

 

E’ la lunga storia particolareggiata della fanciulla che il 9 ottobre 2012 venne colpita in pieno volto da un gruppo di talebani.

Nel racconto , che fa in prima persona, emerge il suo coraggio, il suo desiderio di sapere, la lotta continua per difendere il diritto allo studio delle donne.

Nel sottofondo, la descrizione dell Swat, la regione dove viveva, ricca di bellezze naturali, laghi, boschi che contrasta con le montagne rocciose che siamo abituati a vedere nel Pakistan della televisione.

Incontriamo nomi famosi: dal famigerato capo dei talebani Fazlullah (che un tempo lavorava ai seggiolini a carrucola per attraversare il fiume Swat ) a quello dell’eroica Benazir Bhutto al tragico Bin Laden.

Con semplicità racconta: "Il giorno del mio sedicesimo compleanno ero a New York per  parlare alle Nazioni Unite…

Il libro dovrebbe essere letto dai ragazzi che guardano con sospetto alla scuola.

 

ed. Garzanti – pagg. 284

la segnalazione è di Matilde Lenotti

I doni della vita di Irène Némirovsky

Il racconto spazia dalla guerra del 15-18 ai primi anni della II guerra mondiale. Si parla dei dolorosi preparativi per una fuga dalla propria terra che sarà invasa dal nemico.

Siamo nel nord della Francia e il nemico arriverà dal Belgio invaso dalle truppe tedesche.

Sembra quasi una prima stesura di quello che sarà il suo capolavoro "Suite francese".

Lei, l’autrice, profuga dalla Russia durante la rivoluzione, racconta il dolore e lo smarrimento di chi deve fuggire.

Ma qui è soprattutto una storia d’amore dei due protagonisti, Agnès Florent e Pierre Mardelot che affronteranno insieme l’invasione tedesca del ’15 e quella non ancora conclusa…

Trenta capitoli in cui, attraverso la storia della famiglia Hardelot, si percorrono trent’anni di storia francese, da quelli che precedettero la prima guerra mondiale a quelli che vedono l’occupazione della Francia da parte dei tedeschi.

Il libro è stato pubblicato da ed. Adelphi p.215

Segnalazione a cura di Matilde Lenotti

La Ragazza con la fisarmonica di Esther Bèjarano

E’ ad Esther Béjarano, la ragazza con la fisarmonica che in cuor mio dedico la festa della donna 2014.

A Verona l’abbiamo conosciuta in occasione della giornata della memoria : un’emozione incontrarla e leggere poi il suo libro.

Si legge rapidamente, conquistati da uno stile semplice come è semplice la protagonista,ma efficace nel far intuire la sofferenza, la capacità di vivere e di testimoniare sempre contro l’intolleranza, la discriminazione, l’esclusione.

Il libro è corredato da un dvd che riproduce l’intervista di Antonella Romeo ad E. Béjarano: l’abbiamo presentato anche ai soci dell’Associazione un mercoledì come potete leggere qui

Il libro è stato pubblicato da ed. Seb 27-

G. Alberti

 

La voce degli uomini freddi – di Mauro Corona

E’ un libro a mio parere bellissimo.

Racconta con accenti spesso poetici, sempre puntuali, nitidi, l’epopea di una comunità umile la cui esistenza è strettamente legata ai ritmi di una natura rispettata ed amata. Un’esistenza aspra che "gli uomini freddi" vivono senza sterili vittimismi, preferendo alle parole gli atti.

Era un paradiso la loro terra, la gente era buona, creativa e "aveva fatto della sfortuna la gioia di stare al mondo". Così conosciamo i ninnananti, i badilanti, il cercatore di cristalli, il fiume che canta…le città fumanti, il mostro, la fine.

In un tempo, il nostro, stanco di parole, il racconto di uno speciale Mauro Corona ti fa riscoprire la bellezza della parola fortemente radicata nelle cose, nella realtà, nelle origini.

ed.Mondadori – pagg.235

la segnalazione è di Giovanna Alberti