A un cerbiatto somiglia il mio amore – D. Grossman

Israele,una terra da sempre toccata da sofferenze e conflitti,una terra in cui l’impegno militare diventa d’obbligo e, se accade una prigionia, la tortura da parte del nemico diventa indicibilmente crudele.
Avram, Orah,Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme: si uniscono in un’amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell’amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan, senza che venga mai meno la cura attenta e preziosa dell’amico Avram.
A distanza di parecchi anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli avuti il primo, Adam, da Ilan, il secondo, Ofer, da Avram.Ofer in ebraico significa cerbiatto.
Per festeggiare la fine del servizio militare di Ofer, Orah progetta con lui una gita, ma il ragazzo accetta di partecipare ad un’incursione in Cisgordania.
Orah decide di partire lo stesso in compagnia di Avram, l’amico-amante che reca nel corpo e nell’anima le cicatrici profonde del conflitto che lacera Israele e di cui Orah si sente in parte responsabile per “averlo spedito” al fronte con un sorteggio.
Spera così di ricostruire per il padre la vita di Ofer,ma si allontana da casa soprattutto per non ricevere la notizia, che sente inevitabile, della morte del figlio.
Il racconto della vita e della crescita dei due ragazzi, addolcito da immagini delicate e piene di colori, attraverso cui si delinea anche la figura della madre,è splendido: lo scavo nell’animo dei vari personaggi a volte fa ritrovare te stesso.

L’autore,mentre era impegnato nella stesura del libro, lo leggeva spesso al figlio impegnato nelle attività militare : lo scrivere era per lui il modo di proteggerlo. Inutilmente.
Capita spesso a chi è genitore.

Non è un libro facile, ma molto bello..si

ed. Mondadori – pagg. 781

 

la segnalazione è di G. Alberti