“Domani partiamo per non so dove” di R.Bonente

 I deportati della Valpolicella nei campi di concentramento tedeschi.

Mi sembra giusto parlare di questo libro nel sito di "Abitare Borgo Trento" onlus, visto che uno dei deportati, Angelo Butturini, abitava con la famiglia in quel tratto di via Arsenale che ora si chiama via Ciro Menotti.

Il titolo del libro riporta proprio una frase del Butturini rivolta alla moglie mentre sta partendo verso il lager.

Faceva parte del secondo CLN i cui membri, dopo torture e sofferenze (casermette di Montorio, carcere agli Scalzi, palazzo Ina) vanno al campo di transito di Bolzano e poi nei vari lager.

Angelo Butturini riesce ad inviare alcune missive alla moglie : traspare la sua fede religiosa, il suo affetto per lei e i figli nascondendo loro le sofferenze patite.

La loro detenzione coincide con l’assalto agli Scalzi e, guarda caso, mentre si conosce la storia di Vittorio Ugolini, uno dei protagonisti dell’eroica impresa.

Solo dalla ricerca accurata di Bonente si conosce il calvario di suo fratello minore, Luigi, che, sottoposto ad ogni tipo di tortura, come finte fucilazioni, nega tutto e salva il fratello.

La ricerca di Bonente è molto precisa, molti sono i gesti coraggiosi dei deportati che finiscono a Dachau, Berge Belsen, Buchenwald, ma ciò che fa più tristezza è il fatto che molti moriranno nei lager per le delazioni degli stessi compaesani.

pagg. 211 – ed. Cierre

la segnalazione è di Matilde Lenotti