“Clandestina” di Marie Jalowicz Simon – ed. Einaudi

E’ la storia di una giovane donna ebrea sopravvissuta a Berlino negli anni 40-45.

 Non è un romanzo, ma la vita vera di una ragazza ebrea che non accetta di essere arrestata dalla Gestapo: sa quale fine faranno gli ebrei che vengono portati via e che si illudono di poter vivere in un lager. La sua è una lotta per la vita: si stacca la stella gialla e affronta tutti i rischi della clandestinità.

Padre medico, madre casalinga sono morti: è sola.

Il libro racconta anche quello che è avvenuto prima, non l’orrore dei lager. A undici anni Marie frequenta il liceo, vede la sua insegnante di matematica portata via in manette con questa imputazione:  lei ha parenti ebrei.

Soffrirà la fame, il freddo, non potrà lavarsi e intanto Berlino crolla sotto i bombardamenti.

Per cinquant’anni Marie non parlò quasi con nessuno della sua sconvolgente storia, ma un giorno suo figlio ( si era sposata con un inglese) si presentò a casa sua con un registratore e Marie raccontò, raccontò fino a pochi giorni della sua morte.

E’ un libro  che mette un tassello tragico e veritiero se abbiamo delle lacune sui fatti che sconvolsero l’Europa dal ’40 al ’45.

ed. Einaudi – pagg.325

la segnalazione è di Matilde Lenotti