Provianda di Santa Marta

In occasione del FAI Marathon che a Verona ha condotto i visitatori ai
BASTIONE DELLE MADDALENE,
PORTA VESCOVO e PROVIANDA DI SANTA MARTA
vi segnaliamo questo interessante
Era già stato proposto da un nostro redattore in data 26/2/16 ma ci pare giusto richiamarlo in questa occasione.

“Cosa sognano i pesci rossi” di M. Venturino – ed. Mondadori

Non è certo un libro sulla felicità.

E’ sulla malattia, considerata da chi la vive e da chi la cura.

Una malattia può colpire d’improvviso e cambiare la vita, la tua vita e quella della famiglia,radicalmente; di fronte all’evento il medico  tenta anche l’impossibile, perchè crede nel suo lavoro, nella vita del suo paziente ma anche, può accadere, per opportunismo e desiderio di carriera.

Pesce rosso, pesce verde; ammalato e medico: i pensieri dell’uno e dell’altro che si trasmettono nel gesto e nell’attenzione quotidiani, nello sguardo.Anche nella complicità.

Lo scrittore è direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all’Istituto Europeo di oncologia di Milano, ha scritto anche "Si è fatto tutto il possibile" e "Le possibilità della notte".

Le sue considerazioni hanno quindi il sapore dell’autenticità e hanno il pregio di lasciare acceso il lumino dell’umanità nel pesce verde ma anche nel pesce rosso, fino all’ultimo momento.

la segnalazione è di G. Favaro

“La vita che si ama. Storie di felicità” di R. Vecchioni-

“Siamo al settimo romanzo ma questo è particolare e diverso da tutti gli altri perché è autobiografico”, ha detto Roberto Vecchioni in un video su Facebook, “Qui racconto episodi della mia vita che nessuno conosce, anche bizzarri, strani e minimali, ma secondo me tutti importanti perché definiscono le due cose che forse reggono la nostra vita: la felicità e il tempo. È scritto sotto forma di 13 finte lettere mai spedite ai miei figli – con le loro canzoni -, per spiegargli chi sono veramente, visto che non mi capiscono”, ha spiegato con un sorriso.

La felicità è una presenza costante, basta saperla intravvedere: l’ha colta in se stesso e nella sua famiglia, nei suoi genitori, nella Casa sul lago tanto amata, nei Natali lì vissuti e prima preparati..

Racconta episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante, canzoni scritte in un arco di quasi quarant’anni, squarci letterari come la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo… 

Un viaggio personale dedicato ai suoi figli e a noi se lo vogliamo percorrere, lungo quello che chiama «il tempo verticale», uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. Dove c’è felicità

pagg. 158 – Einaudi ed.

la segnalazione è di G. Favaro 

“Donne allo specchio” a cura di Guido Davico Bonino

E’ una raccolta dei più bei racconti della letteratura italiana al femminile: si incontrano scrittrici famose come il premio Nobel Grazia Deledda o Matilde Serao, la scandalosa contessa Lara o Carolina Invernizio.

Ne risulta la conoscenza di una società al femminile che va dagli inizi dell’ottocento ai primi anni del novecento.

La lingua è molto curata, forse ci sembra un po’ leziosa.

C’è uno spaccato della società d’allora, di quella "per bene" che tante volte  per bene non lo è proprio.

La lettura comunque è gradevole, non impegnativa: è un’oasi in mezzo alla varia letteratura così detta impegnata.

pagg. 804 – Bur

la segnalazione è di Matilde Lenotti 

“Giuda” di Amos Oz -ed. Feltrinelli

Gerusalemme, tra la fine del 1959 e l’inizio del 1960.

Shemuel Asch decide di rinunciare agli studi universitari e in particolare alla sua ricerca intitolata “Gesù visto dagli ebrei”.

Un romanzo che ti “prende” nel profondo e per l’insolito approccio alla figura di Giuda, sentito come la causa del destino che ha pesato e pesa sul popolo ebraico e per la ricchezza di sentimenti contrastanti che muovono anche personaggi minori come per esempio Abrabanel, ebreo da  sempre in rapporti di amicizia con Arabi, che è convinto che non possa “non esistere una profonda base storica per stabilire una convivenza di solidarietà e reciproca comprensione tra le due vittime dell’Europa cristiana”: Arabi ed Ebrei.

pagg. 328 – ed. Feltrinelli

 

la segnalazione è di Lidia Fontana

 

 

“Una storia quasi perfetta”, di Mariapia Veladiano

Mariapia Veladiano  ambienta nella sua  Vicenza ”città bellissima”, una storia  tra  un grande seduttore, proprietario di un’azienda di design che si affaccia sulla Piazza dei Signori e Bianca, insegnante d’arte.
Vuole possedere lei e i suoi meravigliosi disegni.
Come in molte altre occasioni mette in atto le sue raffinatissime strategie di seduzione. 
Bianca è già stata ferita dalla vita: da quella ferita è nato Gabriele, bambino meraviglioso, che viene curato dai nonni e dalla zia  oltre che dalla mamma stessa.
Viene avvertita, ma decide di fidarsi, di affidarsi a quell’uomo. Perchè come tutti, ha bisogno di essere riconosciuta, di innamorarsi. Perché, forse, quell’uomo può cambiare. Non è come il primo. Può amare. Lo sente.
In questo bisogno si infila il seduttore-manipolatore che ruba quasi tutto; anche alcune delle parole più belle che dice le ha rubate, le ha fatte sue e le usa per manipolare le persone che incontra e di cui si vuole servire.
Come da copione, una volta ottenuto ciò che voleva, comincia a praticare l’arte del distacco. L’esito sembra scontato, ma questa volta non tutto andrà come il seduttore aveva previsto.
Piante e fiori hanno all’interno del romanzo un ruolo centrale e sono il simbolo di una ricerca della bellezza, sono una delle possibilità che noi abbiamo di guarire e di uscire dal nostro individualismo perché richiedono una cura particolare per vivere.
“ Oggi manca un’educazione alla cura, al sentimento. Il passaggio fondamentale per essere davvero felici è sapere chi si è attraverso la cura degli altri, è sapere che grazie a noi, il mondo che ci circonda può diventare un po’ migliore.
Sono parole di Maria Pia Veladiano nel presentare il suo ultimo libro, scritto con uno stile, come sempre, quasi cesellato.

pagg.238 – casa ed. Guanda

la segnalazione è di Giovanna Favaro

“Il coraggio del pettirosso” di M.Maggiani -ed. Feltrinelli

Il protagonista-narratore è Saverio, figlio di immigrati italiani ad Alessandria.Dopo la morte del padre decide di affrontare il proprio futuro ripartendo dalle origini: sono in Italia,nel paesino di Carlomagno.
Nel viaggio incontra Giuseppe Ungaretti, amico di gioventù di suo padre e ormai prossimo alla morte.
E’ proprio il poeta che, consegnando a Saverio un foglio con alcune annotazioni, spinge il ragazzo a una ricerca sempre più  approfondita del proprio passato, fino a cercare di ricostruire la storia di Pascal, soldato di ventura che nel sedicesimo secolo approda al paesino di Carlomagno.
Pascal, un nome tramandato, un nome che si incarna in  tante storie.

Il protagonista,finito in un ospedale, vive notte dopo notte, nei suoi sogni la storia della propria ricerca e, su consiglio del medico e a scopo terapeutico, scrive.
Realtà, ricordi e immaginazione  si intrecciano, diventano indistinguibili: e Saverio, apolide, troverà la propria appartenenza.
Il percorso che compie lo rende simile a quel pettirosso di cui il padre gli raccontava quando era bambino. Un piccolo uccello che vola sempre più in alto, nonostante l’ala ferita, combattente senza leggi e padroni, un libertario.
Nei due principali racconti si inserisce la vita di gente in cammino, entrano la Storia e le storie di tante persone, a volte coinvolgendo, a tratti appesantendo la lettura;  su tutti due donne capaci di grande amore, Sua e Fatiha,simili nello spirito e nella determinazione dei propri progetti.

Sono contenta di avere letto questo libro.

la segnalazione è di G. Alberti

“il Confine” di Salvatore Vassalli de Rizzoli

Con il Tirolo protagonista ho letto: "Eva dorme" di Francesca Melandri – "L’eredità" e "Tempesta" di Lilli Gruber ed ora "Il confine" che è il penultimo libro scritto da S.Vassalli prima della sua recente scomparsa:

Sembra un arido racconto fatto da un giornalista, con date, luoghi, personaggi protagonisti della storia di questa splendido e martoriato paese..ma lui stesso ci avverte " Il Tirolo Alto Adige ( vi era capitato nel febbraio del 1983 inviato dalla rivista Panorama) è ormai entrato a far parte della mia vita…".

Fa la cronistoria di tutti gli avvenimenti e dà giudizi severi quando parla della connivenza dopo il ’45 con gli aguzzini di Hitler che trovarono rifugio e che ebbero certificati falsi che permisero la loro fuga all’estero.

Cita Adolf Eichman, il principale artefice della deportazione e dello sterminio di milioni di ebrei; potè emigrare in America grazie a documenti intestati a Ricardo Klement, nato a Bolzano (finì poi impiccato nel 1692).

Perfino Mengele riuscì a raggiungere l’Argentina come cittadino sud tirolese …

Arrivata a questo punto do un consiglio: questo libro non è da leggere, ma da studiare ..

ed. Rizzoli – pagg. 145

la segnalazione è di Matilde Lenotti 

“Nel tempo di mezzo” di M. Fois – ed. Einaudi

La storia della famiglia Chironi
inizia con “Stirpe”, prosegue nel “Tempo di mezzo” e si conclude con “Luce perfetta”, l’ultimo romanzo di Marcello
Fois.

E’ un’epopea familiare in cui è possibile,a ciascuno di noi e a volte, riconoscersi; in ogni caso permette di cogliere il cambiamento nel tempo delle tradizioni e dei comportamenti.

Il libro è diviso in 4 parti-periodi: dal 1943,anno della fame e della malaria, anno dell’arrivo del ventisettenne Vincenzo da Trieste a Nuoro al 1978, quando nasce il figlio che permetterà di continuare la stirpe apparentemente destinata ad estinguersi.

Vincenzo approda munito di un vecchio documento che certifica la sua data di nascita e il suo nome: ritroverà se stesso diventando, nella famiglia del nonno, un autentico Chironi. Gli anni di orfanatrofio dove la mamma l’aveva ricoverato ” per salvarlo dagli stenti” diventano lontani.

Accanto a lui figure straordinarie: padre Virdis,il nonno Michele Angelo, maestro del ferro, la zia Marianna singolare per la sua attenzione ai vivi e il suo costante contatto con i morti e le loro cose,Cecilia, la donna di cui si innamora, l’unica a lui proibita.

E c’è Nuoro, nella sua aspra bellezza, i suoi  abitanti chiusi e dignitosi e capaci di affrontare i colpi del destino e della vita.

La storia è avvincente e scritta in modo, secondo me, splendido. Spesso merita una particolare attenzione per non dimenticare le parole, le frasi.

 pagg.263

La segnalazione è di G. Alberti

A un cerbiatto somiglia il mio amore – D. Grossman

Israele,una terra da sempre toccata da sofferenze e conflitti,una terra in cui l’impegno militare diventa d’obbligo e, se accade una prigionia, la tortura da parte del nemico diventa indicibilmente crudele.
Avram, Orah,Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme: si uniscono in un’amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell’amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan, senza che venga mai meno la cura attenta e preziosa dell’amico Avram.
A distanza di parecchi anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli avuti il primo, Adam, da Ilan, il secondo, Ofer, da Avram.Ofer in ebraico significa cerbiatto.
Per festeggiare la fine del servizio militare di Ofer, Orah progetta con lui una gita, ma il ragazzo accetta di partecipare ad un’incursione in Cisgordania.
Orah decide di partire lo stesso in compagnia di Avram, l’amico-amante che reca nel corpo e nell’anima le cicatrici profonde del conflitto che lacera Israele e di cui Orah si sente in parte responsabile per “averlo spedito” al fronte con un sorteggio.
Spera così di ricostruire per il padre la vita di Ofer,ma si allontana da casa soprattutto per non ricevere la notizia, che sente inevitabile, della morte del figlio.
Il racconto della vita e della crescita dei due ragazzi, addolcito da immagini delicate e piene di colori, attraverso cui si delinea anche la figura della madre,è splendido: lo scavo nell’animo dei vari personaggi a volte fa ritrovare te stesso.

L’autore,mentre era impegnato nella stesura del libro, lo leggeva spesso al figlio impegnato nelle attività militare : lo scrivere era per lui il modo di proteggerlo. Inutilmente.
Capita spesso a chi è genitore.

Non è un libro facile, ma molto bello..si

ed. Mondadori – pagg. 781

 

la segnalazione è di G. Alberti